Novità importanti per il settore dei giochi a distanza in Italia. Il quadro normativo sulla comunicazione commerciale e sulla pubblicità del gioco d’azzardo si prepara a cambiare volto (o meglio, a trovare maggiore chiarezza) prima dell’inizio della prossima stagione calcistica.
L’annuncio ufficiale è arrivato direttamente da Londra, durante l’importante fiera internazionale iGB L!VE 2026. Nel corso del dibattito incentrato sulle regole italiane, Davide Gallino, Direttore dei Servizi Media di AGCOM (l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), ha tracciato la rotta per i prossimi mesi, spiegando a che punto è il lavoro del regolatore.
Cosa cambia: non nuove regole ma criteri più chiari
Un concetto fondamentale emerso dall’intervento di Gallino serve a fare chiarezza: AGCOM non sta scrivendo nuove leggi da zero, bensì sta definendo delle linee interpretative aggiornate per applicare i divieti già esistenti (introdotti originariamente con il Decreto Dignità).
L’obiettivo principale dell’Autorità è duplice:
- Adattarsi al Digitale: Il mercato si è spostato massicciamente online. Le vecchie interpretazioni facevano fatica a regolamentare i canali social, i nuovi formati digitali e l’evoluzione della comunicazione sul web.
- Eliminare le Incertezze: Negli ultimi anni, la mancanza di paletti precisi ha creato una sorta di “zona grigia”, lasciando gli operatori nel dubbio su cosa fosse effettivamente consentito e cosa no. Le nuove linee guida offriranno un vademecum operativo e uniforme per tutti.
L’iter è ormai alle battute finali. Dopo aver concluso una fitta fase di consultazione pubblica — che ha visto il coinvolgimento attivo di concessionari, associazioni di categoria ed esperti del settore — il testo definitivo passerà a breve al vaglio del Consiglio di AGCOM per l’approvazione e la successiva pubblicazione.
La voce del settore: “Vogliamo regole certe, non meno regole”
Al panel londinese ha preso la parola anche l’industria del gioco legale, rappresentata da Davide Diodato, Managing Director di HBG Online Gaming (Gruppo Novomatic Italia). Diodato ha voluto sfatare un falso mito che spesso condiziona il dibattito pubblico sul gioco d’azzardo:
“L’industria non sta chiedendo di azzerare o diminuire i controlli. Al contrario, ciò di cui abbiamo un disperato bisogno sono regole chiare, uguali per tutti e un’autorità che ne vigili attentamente il rispetto.”
Secondo le imprese del comparto, avere un quadro normativo certo e trasparente (il cosiddetto level playing field) è l’unico modo per garantire una concorrenza leale tra gli operatori autorizzati dallo Stato, proteggendo contemporaneamente il consumatore.
Gli strumenti di tutela già attivi in Italia
Durante i lavori è stato ricordato che l’Italia è già all’avanguardia sul fronte della tutela del giocatore, grazie a strumenti tecnologici avanzati che molti mercati esteri ci invidiano:
- Registro Unico di Autoesclusione (RUA): Se un utente decide di bloccarsi su un sito di gioco perché percepisce un problema di ludopatia, il sistema lo esclude automaticamente e istantaneamente da tutte le piattaforme legali del paese.
- Monitoraggio Algoritmico: Gli operatori italiani sono obbligati a utilizzare sistemi di tracciamento capaci di analizzare il comportamento degli utenti, così da intercettare tempestivamente anomalie o pattern di gioco compulsivo.
Con il traguardo fissato a fine estate, l’arrivo delle linee guida AGCOM promette di chiudere una stagione di dubbi interpretativi, inaugurando un nuovo corso basato su una comunicazione digitale più trasparente e normata sia per le aziende che per i giocatori.