Il risveglio di oggi è il più brutale della storia del calcio italiano. La sconfitta di ieri sera a Zenica contro la Bosnia ed Erzegovina non è solo un risultato sportivo negativo: è la pietra tombale sulle ambizioni azzurre per il prossimo Mondiale 2026. Per la prima volta nella storia, l’Italia resterà fuori dalla rassegna iridata per tre edizioni consecutive. Un record negativo che apre ufficialmente la crisi più profonda di sempre per il nostro movimento.
La notte di Zenica e il crollo di Gattuso
In un’atmosfera carica di tensione, l’Italia di Rino Gattuso è naufragata sotto i colpi di una Bosnia più affamata e organizzata. Nonostante il vantaggio iniziale firmato da Moise Kean, l’espulsione di Bastoni a fine primo tempo ha cambiato l’inerzia del match. Nel secondo tempo, il pareggio di Tabakovic e il forcing finale non sono bastati: il triplice fischio ha sancito l’esclusione dai playoff mondiali.
Gattuso, apparso quasi in lacrime ai microfoni di Rai Sport, ha chiesto scusa a un intero Paese: “Se oggi mi bucano non esce sangue. Fa male per tutto il movimento”. Tuttavia, il tecnico calabrese non ha parlato di dimissioni immediate, rimandando ogni valutazione al confronto con la federazione.
Il “Day After”: Gravina sotto assedio, ma non molla
Mentre l’opinione pubblica e il Ministro dello Sport Andrea Abodi chiedono a gran voce un rinnovamento radicale dei vertici, il Presidente della FIGC Gabriele Gravina ha scelto la linea della resistenza. “Faremo riflessioni approfondite nella sede deputata, ovvero il Consiglio Federale”, ha dichiarato, chiudendo di fatto la porta a dimissioni spontanee.
La tensione politica è altissima. Molti parlamentari e membri del sistema sportivo (tra cui spicca il pressing di Malagò) spingono per un commissariamento o per un cambio al vertice che segni una rottura netta con gli ultimi otto anni di fallimenti mondiali. Il rischio, però, è quello di un’ennesima fase di stallo burocratico mentre il tempo corre verso la Nations League di settembre.
Cosa dicono le quote: chi sarà il prossimo CT?
In questo clima di incertezza, i bookmaker hanno già aperto le scommesse sul successore di Gattuso. La lavagna di Sisal offre spunti interessanti, delineando tre scenari principali: il ritorno al passato, la scommessa nostalgica o la (difficile) conferma.
Fonte: sisal.it
1. Il ritorno del “Comandante”: Antonio Conte (Quota 3,50)
È il grande favorito. Antonio Conte è l’uomo indicato da gran parte della tifoseria per ricostruire dalle macerie, proprio come fece nel 2014. La sua quota a 3,50 riflette la convinzione che serva un “sergente di ferro” per ridare dignità a una maglia che sembra pesare troppo sui giovani attuali. Conte è libero e il fascino della sfida “impossible” lo ha sempre stimolato.
2. L’usato sicuro: Roberto Mancini (Quota 6,50)
Un clamoroso ritorno di Roberto Mancini è bancato a 6,50. Nonostante l’addio polemico del 2023 verso l’Arabia Saudita, il nome dell’uomo di Wembley resta nell’aria. Molti esperti ritengono che la sua conoscenza dell’ambiente e il legame con Gravina (se quest’ultimo dovesse restare) possano favorire un “Mancini-bis” per chiudere il cerchio aperto con l’Europeo vinto e poi spezzato dalla mancata qualificazione a Qatar 2022.
3. La permanenza di Ringhio: Rino Gattuso (Quota 7,50)
Nonostante il fallimento, la conferma di Gattuso non è del tutto esclusa, quotata a 7,50. Questa quota rappresenta lo scenario del “progetto di continuità”, basato sull’idea che il tecnico non sia l’unico colpevole e che meriti di guidare il ricambio generazionale. Tuttavia, dopo la débâcle bosniaca, questa opzione appare sempre più debole.
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Verso un terremoto dirigenziale?
Oltre ai nomi in panchina, il vero nodo resta via Allegri. Il mercato delle scommesse segue con attenzione anche le possibili evoluzioni societarie. Se Gravina dovesse cedere alle pressioni, nomi come Gianluca Grava o un ritorno di figure storiche come Paolo Maldini in ruoli operativi potrebbero cambiare drasticamente le quote sui futuri allenatori.
L’Italia del calcio è a un bivio: continuare a patchare un sistema logoro o radere al suolo e ricostruire. Per i bookmaker, la strada sembra portare verso Lecce, direzione Antonio Conte. Ma in un calcio italiano così “ingessato”, la sorpresa è sempre dietro l’angolo.